Comprare meno cose , di cui siamo pieni, e investire più tempo e risorse in know how per migliorare la
nostra vita.
Questo sarà uno dei must del prossimo decennio….tutti avvertiamo quanto sia più importante il nostro
benessere personale ,il nostro “sentire” rispetto al comprare qualcosa.
Siamo nell’era dei non bisogni , dove l’economia dell’essere stà iniziando a sostituire quella del fare…per
vivere una vita sana felice e piena di progetti da perseguire dobbiamo cambiare paradigma mentale e
spostare il nostro focus ( la nostra attenzione) su qualcosa di più importante delle cose che ci vestono ci
trasportano…o della smania di arrivare a tutti i costi….solo investendo sulla nostra crescita personale
saremo in grado di coniugare qualità della vita e risultato.
Investire sulla crescita personale vuol dire occuparsi in prima persona della nostra salute fisica e mentale
che sono influenzate entrambe da quello che facciamo fisicamente, da quello che pensiamo e da quello che
mangiamo.
Il mondo è pieno di paradossi in questo momento, metà della popolazione mondiale muore di fame e l’altra
metà rischia di morire per il motivo opposto…ovvero perchè mangia il doppio di quello che dovrebbe…nei
paesi ricchi il disagio psicologico e la perdita di equilibrio sono sempre più diffusi.
Solo rimettendo al centro del progetto l’essere umano e non la sua carriera e il suo “successo” , si potrà
invertire questa sciagurata tendenza.
A partire dalle scuole e dalla famiglia bisogna insegnare ai giovani ad avere rispetto dello straordinario dono
ricevuto alla nascita e aiutarli a pensare sempre con altruismo valutando l’impatto che avranno le cose che
faremo sulla vita degli altri.
Senza equilibrio in natura succedono cataclismi…nell’essere umano idem..lavoriamo quindi per migliorare
noi stessi ricordando che perdendo la salute perderemmo anche il nostro lavoro.
Il benessere personale si alimenta utilizzando correttamente la nostra mente e la nostra parte interiore,
rispettando e usando il nostro corpo e nutrendosi di cibi freschi e sani.

